{"id":3561,"date":"2022-04-11T17:36:14","date_gmt":"2022-04-11T15:36:14","guid":{"rendered":"https:\/\/pmk.razvija.se\/?page_id=3561"},"modified":"2022-05-11T14:50:17","modified_gmt":"2022-05-11T12:50:17","slug":"decori-tessili","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/it\/decori-tessili\/","title":{"rendered":"Decori tessili"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>merletto<\/strong> \u00e8 un prodotto tessile trasparente, dall\u2019aspetto traforato o a rete che si ottiene con le tecniche del ricamo, del cucito, della maglia o del <em>crochet<\/em> lavorando fili di lino, cotone, seta oppure sintetici con fuselli, ago, navetta o uncinetto \u2013 \u00e8 per\u00f2 realizzabile anche a macchina. La nascita dei merletti si deve a finalit\u00e0 puramente pratiche, in quanto iniziarono ad essere realizzati come elemento di rifinitura per evitare che l\u2019orditura del capo in questione si sfilacciasse. Fu poi in epoca rinascimentale che l\u2019abilit\u00e0 nel ricamo raggiunse l\u2019apice nell\u2019ambito di corti e conventi (in questo secondo caso con riferimento alla decorazione dei paramenti liturgici), estendendosi nel corso del Seicento anche agli ambienti borghesi. Diffusosi rapidamente in tutta Europa, il ricamo in filigrana raggiunse i Paesi Bassi, e pi\u00f9 precisamente le Fiandre, in un momento in cui le maestranze locali gi\u00e0 lavoravano filati meno grossolani e proprio l\u2019impalpabilit\u00e0 di questi tessuti favor\u00ec la nascita della lavorazione a tombolo. L\u2019arte merlettiera prevede svariate tecniche e tutte prendono nome dalla rispettiva localit\u00e0 d\u2019origine: si parla, ad esempio, di merletto veneziano, <em>valenciennes<\/em>, di Idrija ecc. Al culmine del Rinascimento il merletto si emancip\u00f2 dal supporto del tessuto, affermandosi anche come lavorazione autonoma.<\/p>\n<p>I merletti a tombolo o ad ago di fattura cinquecentesca, dai motivi rigorosamente geometrici, erano un quanto mai apprezzato accessorio del vestiario borghese, comparendo ad esempio sui colletti rialzati o sui polsini delle maniche. In epoca barocca questo rigore geometrico and\u00f2 scemando, come tempo dopo anche i pippiolini lungo i bordi. I merletti si fecero sempre pi\u00f9 autonomi, caratterizzati da un unico motivo predominante che nella maggior parte dei casi assumeva i contorni di un lussureggiante mazzo fiorito. Le trine ad ago di tipo italiano e francese erano molto simili ai merletti a fuselli realizzati nelle Fiandre o in Belgio e difficilmente si riusciva a distinguere tra le due lavorazioni. Ormai in auge, i merletti inondarono la Francia del Seicento e la domanda era cos\u00ec pressante da indurre nel 1660 a istituire una manifattura reale nella cittadina di Alen\u00e7on. Nel frattempo raggiunsero livelli di eccellenza anche altrove in Europa, trasformandosi in una merce pregiata ed esportabile nelle terre straniere. In epoca rococ\u00f2 gli schemi si fecero sempre pi\u00f9 minuti e i motivi miniaturistici, con un dilagare di ghirlande ed elementi fitomorfi e un progressivo scemare di rilievi e ornamenti di grandi dimensioni. Durante l\u2019et\u00e0 napoleonica iniziarono a comparire forme pi\u00f9 pacate e semplificate in stile impero, con una predominanza di esili fiorellini, reti trasparenti con piccole puntinature e bordi pressoch\u00e9 privi di pippiolini \u2013 da notare, tra l\u2019altro, che lo stesso Napoleone rese obbligatorio l\u2019uso dei merletti nell\u2019abbigliamento cerimoniale di corte.<\/p>\n<p>Nel Sei e Settecento i merletti era realizzati a mano, nella maggior parte dei casi con filati di lino, mentre a partire dal 1830, in concomitanza con la graduale diffusione dei merletti meccanici, divennero comuni i filati di cotone. In quello stesso periodo si inizi\u00f2 a produrre con i nuovi macchinari a disposizione il <em>tulle<\/em>, un tessuto dalla trama finissima e trasparente di lana o seta che sembrava fatto apposta per essere impreziosito da merletti ad ago o a fuselli.<\/p>\n<p>I merletti conservati nella collezione tessile del Museo regionale di Capodistria sono di varia fattura: alcuni sono realizzati a mano con tecnica a fuselli, ad ago, a uncinetto o a <em>filet<\/em>, altri invece sono frutto di una tecnica mista (es. merletti ad ago combinati con merletti a fuselli o meccanici).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I <strong>ricami<\/strong> sono lavori ornamentali eseguiti su tessuti di vario tipo a mano, con ago e filo, quest\u2019ultimo di seta, cotone, lino o lana, ed eventualmente impreziositi da applicazioni o elementi decorativi come perline di vetro colorate o trasparenti, lustrini oppure fili metallici, d\u2019oro, d\u2019argento o di seta. Vista la preziosit\u00e0 dei materiali e la precisione richiesta nella lavorazione, nel Medioevo erano indicativi del prestigio di chi li indossava, tanto da essere appannaggio dei soli sovrani e delle pi\u00f9 alte cariche della Chiesa e dello Stato. All\u2019epoca erano di norma realizzati dagli ordini religiosi femminili, ma gi\u00e0 nel tardo Medioevo sorsero le prime corporazioni e anche le gentildonne iniziarono a darsi all\u2019esercizio della nobile arte del ricamo. Nel corso del Seicento i ricami presero a ornare anche l\u2019abbigliamento civile, comparendo dapprima sugli indumenti dei nobili, poi dei borghesi e infine sui pregiati complementi d\u2019arredo tessile che ne adornavano le dimore. Con l\u2019avvento del sistema scolastico nel 1869 il ricamo entr\u00f2 a far parte, insieme ad altre competenze manuali, dei curricoli obbligatori per le allieve di qualsiasi estrazione sociale. Le giovani ricevevano un pezzo di stoffa \u2013 in sloveno <em>vajenica<\/em> \u2013 e lo usavano per far pratica ricamandoci vari punti e altrettanto vari motivi, tra cui non mancavano mai l\u2019alfabeto, i numeri fino a dieci, l\u2019anno di realizzazione e infine il nome o il monogramma della ricamatrice. La modalit\u00e0 di ricamo \u00e8 riconoscibile dalla tecnica usata:<\/p>\n<ul>\n<li>una \u00e8 quella a fili contati, che prevede cio\u00e8 l\u2019esecuzione di punti croce, punti tela, punti a giorno, sfilature e punti <em>gobelin<\/em> su stoffe a trama meno fitta;<\/li>\n<li>l\u2019altra \u00e8 quella su disegno, che prevede per l\u2019appunto la scelta di un disegno o schema su cui eseguire punti semplici, punti obliqui, punti erba e punti catenella, come anche punti nodini o rilievi, ricami a intaglio e applicazioni, nel qual caso si prediligono tessuti a trama fine.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In area istriana e triestina i ricami pi\u00f9 pregevoli si trovavano in particolare sul fisci\u00f9 che le donne portavano in testa lasciandolo ricadere anche su schiena e petto, parte dell\u2019abito tradizionale di tutti i giorni e anche di quello delle feste. Nel corso del tempo l\u2019arte del ricamo divenne un piacevole passatempo anche per le donne dell\u2019entroterra rurale e le ragazze in et\u00e0 da marito, laddove le prime ricamavano per le necessit\u00e0 di casa e le seconde per farsi il corredo \u2013 <em>bala<\/em> in sloveno.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3315\" aria-describedby=\"caption-attachment-3315\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3315 size-large\" src=\"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/vajenica-800x400.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"320\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3315\" class=\"wp-caption-text\">\u00bbImparaticcio\u00ab, 1804<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il merletto \u00e8 un prodotto tessile trasparente, dall\u2019aspetto traforato o a rete che si ottiene con le tecniche del ricamo, del cucito, della maglia o del crochet lavorando fili di lino, cotone, seta oppure sintetici con fuselli, ago, navetta o uncinetto \u2013 \u00e8 per\u00f2 realizzabile anche a macchina. 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