{"id":3559,"date":"2022-04-11T17:34:35","date_gmt":"2022-04-11T15:34:35","guid":{"rendered":"https:\/\/pmk.razvija.se\/?page_id=3559"},"modified":"2022-05-11T14:52:31","modified_gmt":"2022-05-11T12:52:31","slug":"merletti-e-ricami-della-collezione-tessile-del-museo-regionale-di-capodistria","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/it\/merletti-e-ricami-della-collezione-tessile-del-museo-regionale-di-capodistria\/","title":{"rendered":"Merletti e ricami della collezione tessile del Museo regionale di Capodistria"},"content":{"rendered":"<p><strong>Esemplari integri e frammenti di merletto veneziano databili a partire dal Cinquecento<\/strong>: rappresentano le trine pi\u00f9 antiche e di maggior prestigio conservate al Museo, realizzate a fuselli o ad ago, talvolta anche con tecnica mista. Il novero dei merletti veneziani include anche i cosiddetti pizzi rinascimento, tipici per l\u2019appunto del Cinquecento. La lavorazione ad ago raggiunse livelli di eccellenza nella citt\u00e0 lagunare, mentre tipica di altre zone, ad esempio delle Fiandre, era la lavorazione a fuselli \u2013 in genere era difficile distinguere i manufatti veneziani da quelli fiamminghi. In un primo momento volti esclusivamente a impreziosire tovaglie da altare e paramenti sacri, le trine ad ago e fuselli divennero con il tempo un apprezzato elemento decorativo dell\u2019abbigliamento civile e in particolare borghese, con riferimento a colletti, polsini e veli. Su iniziativa del parroco di Isola, don Giovanni Zamarin, nel 1882 venne fondata l\u2019Imperial Regia Scuola di merletti di Isola d\u2019Istria, che rimase attiva fino al 1936, anno in cui insieme all\u2019insegnante dell\u2019epoca Luigia Pugliese e all\u2019intera dotazione venne trasferita alla Scuola del merletto di Idrija.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3319\" aria-describedby=\"caption-attachment-3319\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3319 size-large\" src=\"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/cipkarice-800x400.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"320\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3319\" class=\"wp-caption-text\">Allieve della scuola del merletto di Isola, primo terzo del XX secolo<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Esemplari di merletti a uncinetto<\/strong>: si suppone siano opera della \u201cscuola\u201d delle monache agostiniane di fine Ottocento, perch\u00e9 prima che aprissero le varie scuole del merletto le religiose erano solite organizzare svariati corsi di manualit\u00e0 sul modello delle realt\u00e0 oltreconfine. Anche in area slovena, dunque, i merletti all\u2019uncinetto si affermarono negli anni di passaggio tra Otto e Novecento, e se inizialmente impreziosivano solo la biancheria da letto e i panni da cucina in lino, furono poi estesi all\u2019intimo e infine sdoganati anche su vari indumenti destinati per lo pi\u00f9 al pubblico femminile.<\/p>\n<p><strong>Impiego di merletti e ricami decorativi<\/strong>: bordure e applicazioni di merletti e ricami su indumenti e tessuti, databili tra il Settecento e met\u00e0 Novecento. Erano usati per impreziosire:<\/p>\n<ul>\n<li>capi di abbigliamento esterni in uso sia nell\u2019ambiente rurale che in quello urbano. A tal proposito meritano di essere messi in risalto soprattutto i merletti del costume tradizionale istriano: la camicia da donna, ad esempio, era decorata da trine ad ago sui risvolti delle maniche e lungo tutta la lunghezza delle stesse, incorniciate da linee a contrasto ricamate a punto catenella con fili singoli (o anche doppi) di colore nero o bruno. Nell\u2019<em>ensemble<\/em> del costume tradizionale femminile era riservato un posto del tutto speciale al fisci\u00f9 (<em>fe\u010dou<\/em> nella parlata locale slovena), un grande fazzoletto quadrato di colore bianco in tela di lino o in giaconetta (finissimo cotone, dal fr. <em>jaconas<\/em>) da indossare in testa e sulle spalle, impreziosito sulla punta posteriore da ricami tono su tono che proseguivano ai lati, tutto bordato da pizzi bianchi <em>valenciennes<\/em> che pi\u00f9 raramente ornavano il solo angolo con motivo floreale. Sempre con pizzi<em> valenciennes<\/em> sono rifinite le maniche del pi\u00f9 antico abito maschile conservato al Museo, una marsina di fine Settecento in taffett\u00e0;<\/li>\n<li>indumenti per bambini: cuffiette, camiciole, giacchette;<\/li>\n<li>biancheria intima e da notte;<\/li>\n<li>indumenti protettivi: grembiuli, camici;<\/li>\n<li>accessori: colletti, guanti, ventagli, parasole, veli nuziali ecc.;<\/li>\n<li>stoffe per arredo e biancheria da casa: tende, asciugamani, coperte, lenzuola, federe, tovaglie, tovaglioli;<\/li>\n<li>strumenti e accessori, disegni o schemi, pezzi di stoffa di prova.<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_3323\" aria-describedby=\"caption-attachment-3323\" style=\"width: 1389px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3323 size-full\" src=\"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Juca-Rena-iz-Krkavc-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1389\" height=\"1920\" srcset=\"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Juca-Rena-iz-Krkavc-1.jpg 1389w, https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Juca-Rena-iz-Krkavc-1-768x1062.jpg 768w, https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Juca-Rena-iz-Krkavc-1-1111x1536.jpg 1111w\" sizes=\"(max-width: 1389px) 100vw, 1389px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3323\" class=\"wp-caption-text\">Juca Rena, Krkav\u010de intorno al 1950<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esemplari integri e frammenti di merletto veneziano databili a partire dal Cinquecento: rappresentano le trine pi\u00f9 antiche e di maggior prestigio conservate al Museo, realizzate a fuselli o ad ago, talvolta anche con tecnica mista. Il novero dei merletti veneziani include anche i cosiddetti pizzi rinascimento, tipici per l\u2019appunto del Cinquecento. La lavorazione ad ago<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3319,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"inline_featured_image":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3559"}],"collection":[{"href":"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3559"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3559\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3847,"href":"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3559\/revisions\/3847"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3319"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/zbirke.pokrajinskimuzejkoper.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3559"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}